Via gli smartphone dalla tavola!

Ecco rischi e conseguenze dell'abitudine di mangiare in compagnia del proprio telefono, penalizzando la socialità e le percezioni del gusto

Via gli smartphone dalla tavola!

Oltre ogni regola del galateo e di formalismo, l’uso dello smartphone e del tablet a tavola durante i pasti è abitudine sempre più diffusa quanto assolutamente deleteria. Il pasto, che venga consumato a casa, a mensa, al ristorante, in famiglia, con i colleghi o con gli amici, è sempre un momento importante di condivisione e socializzazione. Sempre più persone però, maschi e femmine, di ogni fascia di età e senza grandi distinzioni relative a professione o titolo di studio, consumano i pasti senza distogliere lo sguardo dallo schermo.

Vari i motivi che possono portare a questa condotta, ma unico è il pericolo che si corre: quello di sottovalutare un momento importante come quello del pasto e mangiare senza fare attenzione a cosa c’è nel piatto, a cosa portiamo alla bocca, aumentando purtroppo i rischi per la salute fisica e mentale. Mangiare in compagnia dello smartphone rappresenza una cattiva abitudine comportamentale e sociale che rischia di diventare causa di problemi: uno tra i maggiori pericoli in agguato è rappresentato dai disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità) con ulteriori ripercussioni in termini di benessere e salute individuale, oltre che di sanità pubblica.

Esiste infatti anche un rischio economico legato a questa cattiva abitudine, dal momento che l’aumento di patologie correlate alla nutrizione e alla cattiva alimentazione determinano un aumento in termini di costi sociali e sanitari (diagnosi, cure, terapie a carico del SSN). Alterazione della percezione del gusto, confusione degli stimoli percepiti, riduzione della consapevolezza del proprio corpo che diminuisce la capacità di sentire - sia a livello sensoriale che celebrale - ciò che stiamo facendo, ciò che stiamo mangiando, i sapori, le consistenze, gli odori, i colori.

Quando si mangia si mettono in moto tutti i sensi e ogni piccolo particolare legato alla vista, all’olfatto, al gusto, al tatto determina la totalità della percezione relativa all’esperienza che stiamo compiendo e che, per buona prassi, non dovrebbe mai ridursi ad un mero ingurgitamento disattento. Ogni pasto, secondo i nutrizionisti, dovrebbe essere consumato in almeno 20/30 minuti, con una masticazione lenta in modo da poter prevenire ed evitare le conseguenze di una cattiva masticazione e digestione. Mangiare distratti dal tablet o dal cellulare fa si che anche il senso di sazietà arrivi più difficilmente e più lentamente, con la conseguenza di consumare più del necessario e con ripercussioni sulla qualità complessiva del regime alimentare, sia in termini di calorie che di nutrienti. 

Quando il cervello è impegnato con il telefono sui social, su un videogioco o in una chat, si produce uno strano effetto doppio, diveniamo cioè soggetti a comportamenti contraddittori: da una parte si scatena uno stato emotivo tale da indurre a ricercare continuamente cibo, molto spesso di pessima qualità (cibo spazzatura, junk food) ricco di grassi e zuccheri, a mangiare tanto, troppo, perché disattenti e distratti non ci si rende conto della quantità né della qualità di ciò che ingeriamo; dall’altra possiamo addirittura sentire affievoliti proprio gli stimoli della fame e della sete (si pensi a quei casi di individui che per ore rimangono incollati davanti allo schermo).

Uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition evidenzia proprio che alcune distrazioni tecnologiche possono ridurre ciò che si mangia perché impegnati e distratti da altro. Sia chiaro che la distrazione durante il pasto non aiuta in modo sano alcun regime alimentare, neppure quelli orientati alla perdita del peso. La distrazione del tablet o dello smartphone genera un automatismo nel gesto del mangiare e del portare il cibo alla bocca tale da produrre anche una riduzione della soddisfazione e del compiacimento di ciò che mangiamo, perché appunto non riusciamo a immagazzinare le sensazioni date dai sapori, dagli odori e tutto il cibo sembra uguale. Una buona alimentazione deve essere sana e salutare ma anche appagante e soddisfacente per il palato.

Un approfondimento del problema meritano in particolare i bambini: smartphone e tablet diventano oggi troppo facilmente le tate dei più piccoli, un surrogato di attenzioni e cose da fare anche durante il pasto, un modo per far mangiare loro verdure e frutta. Per loro, ancor di più, mangiare con gli occhi fissi sullo schermo del tablet li fa rimanere completamente isolati in una dimensione virtuale. In questo modo, un momento della giornata che dovrebbe essere riservato alla condivisione di esperienze, racconti, emozioni diventa l’occasione per tenerli lontani e avulsi da tutto, anche da ciò che diamo loro da mangiare.

In molti casi, si utilizza questo escamotage per proporre loro la verdura, cosa che invece dovrebbe essere fatta con piccoli e semplici gesti di vera educazione alimentare, finalizzata all’apprezzamento del gusto e dei benefici che derivano dal consumo di ortaggi, frutta e verdure in generale. I bambini devono imparare ad essere coscienti di ciò che mangiano, solo così potranno diventare adulti consapevoli e capaci di seguire un corretto regime alimentare. Interrompere le cattive abitudini, prevenire un rapporto conflittuale e disfunzionale con il cibo, iniziare ad apprendere le giuste modalità per stare bene a tavola produrrà vantaggi sia a breve che a lungo periodo. 

As ogni modo per tutti, bambini, adolescenti o adulti, essere sempre connessi, anche durante il pasto, controllare compulsivamente la casella e-mail, commentare post, insomma mangiare mentre si fa qualcos’altro a tavola, non è mai una buona abitudine soprattutto in termini di salute e benessere per tutta la famiglia e per la crescita dei figli: pensiamoci due volte prima di dedicare alla "tecnologia" anche il prezioso tempo di condivisione della tavola.

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

1 Commento

  1. Marilena Marino13 maggio 2022 alle ore 21:35

    Ottimo articolo che fa ben pensare che abbiamo proprio perso di vista le buone abitudini. Il pasto è un importante momento di convivialità....grazie Viviana per i tuoi preziosi consigli...sei sempre molto attenta e chiara su ciò che scrivi

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