Unico!

E’ in questa parola che si identificherà sempre più il “pasto ideale del futuro”

Unico!

Siamo italiani: è per questo che, ancor più degli altri popoli, molti di noi non riescono neanche a pensare di dover rinunciare alla classica suddivisione delle portate di un pasto nei classici “antipasto, primo, secondo, contorno e dessert”.

Eppure, i risultati del sondaggio diffuso in occasione del Food Marketing Mastery 2018 di Ristoratore Top, raccontano che avremo tempo fino al 2030 per “farcene una ragione”. Infatti, l’agenzia specializzata in marketing della ristorazione, che ha riunito a Bologna 160 italiani tra proprietari di trattorie, osterie e ristoranti, svela la presenza  sempre più incisiva di nuove tendenze gastronomiche sul nostro territorio, dettate ora da ragioni economiche e di mutazione degli stili di vita, ora da ragioni sociali e contaminazioni culinarie.

Lorenzo Ferrari, fondatore di Ristoratore Top, ha confermato che i dati mostrano come si stia virando velocemente verso la scelta di pasti più leggeri, articolati in percorsi di degustazione composti da tanti piccoli assaggi o in menù fissi che al massimo contemplano tre portate.

Dettaglio, quest’ultimo, che inizia ad accomunare pian piano l’offerta nazionale a quella internazionale più comune, composta per l’appunto da uno “starter” (antipasto, spesso condiviso da più persone), un main course (ovvero un piatto principale che prevede carboidrati/proteine e contorni vegetali) e infine il dolce.

Dal secondo dopoguerra in poi, l’Italia e il mondo intero hanno mostrato numerosi e rapidi cambiamenti. Nel periodo di ripresa iniziato negli anni ’50, le tavole si sono arricchite e imbandite di più portate e di più tipologie di alimenti disponibili per tutti, come la pasta, il pesce e la carne.

In seguito, i repentini sviluppi del quadro socio-economico mondiale e la globalizzazione, hanno apportato – e apportano tutt’oggi – tantissimi cambiamenti, che daranno presto luogo ad una vera inversione di tendenza all’interno dei menù dei locali di somministrazione nazionali.

Antipasto, primo, secondo e contorno potremo dunque rivederli presto probabilmente solo in occasione del festeggiamento delle ricorrenze da calendario, o dei grandi eventi celebrativi come i matrimoni. Ma l’eccezione che conferma la regola sembra essere proprio il dolce: secondo il 99% degli intervistati, potrebbe essere proprio quello della chiusura a trasformarsi nel momento più conviviale del pasto.

Sembra esserci un’unica eccezione alla regola, il dolce. Secondo il 99% dei pareri il dessert infatti diventerà il momento più conviviale del pasto, assumendo una nuova veste e godendo di nuovi accattivanti abbinamenti con caffè, vini e distillati che presto i ristoratori inizieranno a proporre anche sul nostro territorio.

Scritto da Redazione ProDiGus

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