Un vaccino per la celiachia?

E’ in via di sperimentazione un vaccino che mira a consentire l’assunzione di glutine senza conseguenze

Un vaccino per la celiachia?

Hanno preso di recente il via sia negli Stati Uniti, che in Australia e Nuova Zelanda i test di fase 2 per la messa a punto di un vaccinoche punta a consentire alle persone celiache di continuare a consumare glutinein sicurezza per il proprio organismo.

Dopo oltre un decennio di studi di fase 1, questi hanno dimostrato che questo trattamento modificante del sistema immunitario, denominato Nexvax2, sarebbe sicuro e tollerabile; le ricerche che seguiranno ne valuteranno l’efficacia. 

Nexvax2 nasce per riprogrammare le cellule Tin modo da non attaccare più certe sequenze di amminoacidi all’interno delle proteine costituenti il glutine, esponendo ripetutamente il corpo a forme modificate di peptidi. In circa l'80-90% dei casi, la risposta infiammatoria del paziente che non sopporta il glutine - che porta alla distruzione del rivestimento intestinale se si continua a consumare glutine di frequente - sorge perché sono portatori del gene HLA-DQ2.5.

Questo gene va a creare una proteina di riconoscimento, la quale “istruisce” le cellule T nel segnalare come pericolosi i peptidi del glutine innocui. Il vaccino non sarà comunque idoneo per soggetti con sensibilità al glutine HLA-DQ2.5-mediato.

I ricercatori auspicano di arruolare almeno 150 pazienti celiaci nei tre paesi: ai partecipanti verranno somministrate 32 iniezioni totali di Nexvax2, a intervalli bisettimanali, e saranno sottoposti ad un’analisi approfondita basata sull’assunzione di cibo con glutine mascherato (vale a dire, non sapranno se il glutine è presente o meno negli alimenti).

"Questo studio è importante per stabilire una dimostrazione clinica di un trattamento che fornisca un beneficio, oltre a quello della dieta priva di glutine", ha dichiarato il dottor Tye-Din, tra i ricercatori dediti al progetto.

"La dieta priva di glutine è l'unico trattamento attuale per la malattia celiaca, ma è onerosa, complessa e non sempre efficace. Anche i pazienti più diligenti possono subire gli effetti avversi dell'esposizione accidentale". 

Il trattamento con Nexvax2 comporterà l’assunzione di più dosi, necessarie per acclimatare gradualmente le cellule T al loro nuovo “comportamento”.

Durante questo periodo, l'infiammazione e il danno tissutale nell'intestino possono essere guarite, alleviando dunque i sintomi della malattia. Idealmente, l'individuo potrebbe quindi consumare il glutine in piccole quantità o liberamente senza una risposta immunitaria. 

 

Fonte: blastingnews.com

Scritto da Redazione ProDiGus

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