Un secolo di Negroni 


Quest’anno l’amato aperitivo alcolico tutto italiano, amato da parte a parte del mondo, entra nella storia dei più longevi dei drink

Un secolo di Negroni 


Cento anni e non sentirli. Nato dalla creatività di un gran viaggiatore, è sempre in giro per il mondo ed è un simbolo della “dolce vita” italiana.

Stiamo parlando del Negroni, che quest’anno compie il suo primo secolo!

La sua invenzione si deve al conte Camillo Negroni, un personaggio dai contorni leggendari, sempre elegantemente vestito, amante dei viaggi e gran bevitore.

Difficile separare la sua figura da quella di un bicchiere da cocktail. Ne andava matto e quando era a New York, il suo preferito doveva essere un Americano, dato che il Negroni può ben considerarsi una sua variazione. Il gin al posto della soda, in omaggio all’Inghilterra, e il gioco è fatto.

Tutto qui? Niente affatto, perché oggi esistono numerose varianti  di questo cocktail, ma la sua versione originale è fatta soprattutto di equilibrio. Una delicatissima combinazione di elementi: gin, Campari e vermouth rosso.

Il segreto è proprio nelle dosi o parti, da calibrare al meglio, per permettere agli amanti del relax con gusto, di “camminare” sul filo della perfezione, senza barcollare e stando comodamente seduti in un lounge bar.

Secondo quanto si racconta, sarebbe stato un giovane barista fiorentino, Fosco Scarselli, a raccogliere, nel lontano 1919, i suggerimenti del conte e a versarli nel bicchiere, regalando ai palati di tutto il mondo la famosa bevanda dal colore caldo.

Un accogliente “Benvenuto in Italia”, adottato all’estero (negli anni Quaranta se ne trovano tracce in Spagna e a Cuba) e mai abbandonato in patria, a parte una brevissima parentesi temporale. La fama del Negroni esplode letteralmente negli anni Sessanta, anche grazie al cinema italiano e da allora non conosce ostacoli.

I bar fiorentini dove sarebbe nato, il Casoni e poi il Giacosa, non ci sono più, ma sono tanti i bartender e gli amanti del drink che continuano a tenere alta la tradizione del Negroni. C’è chi sostiene che in realtà la ricetta che oggi tutti conosciamo sia stata messa a punto nel 1946, e chi come Luca Picchi ha investito non poco tempo nel raccogliere in un libro, le versioni del cocktail proposte in giro per il mondo, per offrirle alla curiosità di tutti.

La più celebre è il Negroni sbagliato, nato cioè da un errore di un barista, che utilizzò il prosecco invece del gin.

Per festeggiare l’invenzione del conte è stata persino organizzata una tavola rotonda, a Firenze, mentre in ogni angolo del mondo fioriscono le celebrazioni per ricordare Camillo Negroni, la sua intuizione e il drink italiano con l’immancabile fettina d’arancia. La classe non è acqua!


Fonte: Agrodolce

Scritto da Redazione ProDiGus

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