Piove: niente miele in tavola

La siccità dei mesi scorsi e il maltempo di maggio e inizio giugno ha quasi azzerato la produzione di miele. A lanciare l’allarme è Coldiretti

Piove: niente miele in tavola

Niente primavera? Niente miele!

A causa della siccità che ha segnato negativamente i mesi di febbraio e marzo e delle bizzarrie climatiche (forti temporali, piogge improvvise e abbondanti) cui stiamo tuttora assistendo, la produzione di miele, quest’anno, risulta fortemente compromessa. Con conseguenze disastrose non solo per il mercato del prezioso nettare, ma anche per le coltivazioni di quelle piante da seme che costituiscono pascolo per gli animali da allevamento.

In realtà dalle api dipende anche la vita della maggior parte dei frutti che portiamo a tavola quotidianamente: mele, pere, agrumi, pesche, castagne, ciliegie, mandorle, albicocche, cocomeri, e tanti altri ancora. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che riferisce i dati sulla produzione del miele dello scorso anno e le cifre relative alle importazioni del prodotto.

E’ noto che le api, volando da un fiore all’altro e regalandoci in questo modo anche uno spettacolo piuttosto affascinante, svolgono l’importantissima funzione dell’impollinazione. Sono dette infatti pronubi, alla lettera “promotrici di nozze”, poiché consentono al polline di incontrare gli ovuli e fecondarli. Il risultato delle “trasferte guidate” del polline, di cui le api sono appunto responsabili, è la biodiversità delle specie vegetali.

Il maltempo che negli ultimi mesi sta pesando anche sulle nostre attività quotidiane, ha inibito la fioritura di molte piante, e lasciato a bocca asciutta gli insetti impollinatori. In mancanza di altro nettare, le api si sono quindi dovute cibare del poco miele che erano riuscite a produrre, con grande delusione di tutti gli appassionati consumatori di questo cibo.

Per il secondo anno consecutivo, lo scorso 20 maggio, si è celebrata la giornata internazionale delle api, istituita dall’Onu per sottolineare il ruolo di questi insetti nell’ecosistema, nella vita degli esseri umani. Questa volta la celebrazione ha dovuto sottolineare proprio le difficoltà della produzione in Italia, a causa dei cambiamenti climatici.

Lo scorso anno sono state prodotte 22 mila tonnellate di miele, grazie soprattutto al centro e al nord Italia, dove si è potuto registrare un risultato più incoraggiante, rispetto a quello delle annate precedenti, come anche in relazione a quello del Sud, penalizzato dal clima. Nel nostro paese gli apicoltori sono 45 mila, tra hobbisti e professionisti.

Il brusco stop della stagione in corso, del quale ancora non si ha piena contezza, rischia di rappresentare un danno consistente, proprio in un momento di ripresa. Un’amara lezione soprattutto per chi ancora si ostina a negare davanti alle evidenze gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.


Fonte: La Repubblica

Scritto da Redazione ProDiGus

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