Pesce in tavola a Natale

Le dritte per assicurarsi che sia fresco e a prova di salute

Pesce in tavola a Natale

Le tradizioni della tavola natalizia italiana raccolgono il fascino di tantissime pietanze, caratterizzate da regione a regione da ingredienti simbolici delcomparto ittico: basti pensare al baccalà o all’anguilla, che troneggiano nei piatti di un gran numero di italiani. 

Il pesce rappresenta una portata sempre raffinata e dai prezzi più elevati rispetto al mercato delle carni: per questo motivo è bene fare attenzione nella scelta e diffidare di offerte e ribassi

Se si vogliono predisporre delle pietanze con il pesce crudo, si consiglia l’acquisto di prodotti ittici surgelati al fine di evitare i rischi parassitari, come l’Anisakis

E’ suggerita inoltre anche la preferenza verso il consumo di pesce dei nostri mari, più sicuro grazie a rigidi controlli e più fresco rispetto ai pesci che arrivano da mari lontani. 

Il pesce fresco, infatti, deve profumare di mare, quindi di alghe, iodio e salsedine. 

Non deve invece mai possedere un odore pungente di ammoniaca - indice di decomposizione - oppure di cloro, usato da alcuni commercianti per coprire il suddetto odore. Il corpodeve essere rigido, brillante, con sfumature che cambiano sotto la luce, e la pelle deve essere tesa con le squame ben aderenti al corpo.

Anche l’occhio dei pesci deve apparire vivido, cioè lucido e ancora turgido. 

Per quanto concerne i crostacei, alcune specie come aragoste e granchi, vanno commercializzate vive. I molluschi bivalvi freschi devono avere le valve chiuse.

In calamari, polpi e seppie, il corpo deve essere sodo, lucente e rivestito da un sottile strato di muco, e i tentacoli devono possedere ventose con potere adesivo. 

 

Scritto da Redazione ProDiGus

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