Onore al whisky

In Giappone ne esiste una versione particolarmente costosa, ma il whisky è amato da tutti: impariamo come degustarlo al meglio

Onore al whisky

Spendereste mai 27mila dollari per una bottiglia di whisky? Non è una follia ma la pura realtà: da giugno 2020 è possibile acquistare il nuovo Yamazaki 55 Years-Old; ma se non siete giapponesi, vi conviene metterci una pietra sopra. Non è la prima volta che viene commercializzato un whisky con un’età così importante, solo che questa volta la Suntory Holdings Limited, società nipponica fondata sul finire del 1800, regalerà, si fa per dire, agli appassionati estimatori di whisky un distillato degli anni Sessanta. Settecento ml di whisky per ciascuna bottiglia, solo cento in totale.

Sicuri che nessuno dei lettori di questo articolo sarà rimasto troppo deluso nell’apprendere di essere fuori dalla platea dei potenziali acquirenti, esistono in commercio altri distillati ugualmente di pregio e dal prezzo più accessibili.

Che sia scozzese o irlandese, canadese o americano, il whisky è un distillato di cereali maturato in botti di legno di rovere molto amato dagli italiani: ma siamo sicuri di sapere in che modo rendergli giusto onore, ovvero come degustarlo a regola d’arte?

Per cominciare, occorre scegliere un prodotto di qualità, consci che il prezzo aumenterà con gli anni di invecchiamento o nella scelta delle ottime versioni “torbate”. Ma accanto al prodotto puro, anche il bicchiere dovrebbe essere di pari qualità: si può optare per lo snifter, il tulip o per la sherry copita, ma anche per un tumbler.

In ogni caso, quel che conta sono la sottigliezza del vetro e la forma, che deve essere svasata. Nei paesi dove bere whisky è una vera cultura, all’ospite viene servita una piccola quantità di whisky (a prescindere dalla grandezza del bicchiere), uno stir (cioè una bacchetta atta a mescolare) e un secondo bicchiere con dell’acqua o del ghiaccio, per decidere autonomamente come degustarlo. L’acqua è in grado di “diffondere” l’aroma e il sapore del famoso alcolico, dunque utilizzarla non è affatto un’eresia!

A questo punto si può procedere con l’incontro vero e proprio con il whisky, a piccoli sorsi, che possono diventare più importanti, fino a tenere il distillato sulla lingua qualche secondo prima di mandarlo giù per godere al meglio di tutti i suoi profumi. Il whisky sarà perfetto anche sorseggiato vicino a un buon sigaro, ma per restare in tema gastronomico (e certamente meno dannoso per la salute) prediligete il cioccolato, nella versione al latte per la degustazione di un buon Bourbon, e in quella fondente per gli irish e scotch whisky.


Fonte: Reporter Gourmet

Scritto da Redazione ProDiGus

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