L'extravergine fa bene al cervello

Un recente studio del CNR evidenzia il contenuto di una sostanza che agisce positivamente sul cervello con proprietà antiossidanti

L'extravergine fa bene al cervello

Un aiuto per il cervello? Arriva quotidianamente dall’olio extra vergine d’oliva. Un potente antiossidante per le cellule neurali. Lo conferma uno studio dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc).

Nello specifico, sarebbe l’idrossitirosolo a contrastare l’invecchiamento dell’organo più affascinante e “misterioso”, quello che guida e consente tutte le funzioni dell’organismo umano: il cervello.

La sostanza benefica, soprattutto per le persone in età avanzata, è un composto di cui l’extravergine è ricco. Assumere idrossitirosolo per un mese conserva i neuroni, mantenendoli attivi, e stimola la produzione di cellule staminali, necessarie per generare nuovi neuroni.

La dose quotidiana di questo composto in grado di garantire benefici, secondo lo studio del Cnr, corrisponderebbe a 500 mg al giorno, a persona e potrebbe essere assunta mediante integratori. Anche se la maniera migliore di approvvigionarsi di idrossitirosolo è consumare olio extra vergine d’oliva, durante i pasti.

La dieta mediterranea ne fa, come è noto, un ingrediente principe. Usarlo invece del burro (che non si deve bandire, a meno che non si abbiano patologie che ne sconsigliano l’impiego), anche per cuocere la carne o le uova allontana l’invecchiamento. Oltre al fatto che l’olio è indicato anche per chi segue una dieta che esclude in gran parte i grassi.

La neurogenesi, cioè la produzione di nuovi neuroni è assolutamente indispensabile per la memoria episodica, che tende a regredire durante l’invecchiamento. Il composto anti-invecchiamento è ampiamente presente anche nei residui della lavorazione delle olive, residui normalmente molto dannosi per l’ambiente.

Riuscire a separare la parte buona di queste scorie da quella cattiva sarebbe una grande conquista. Importante sia per la quantità di idrossitirosolo che se ne potrebbe ricavare e in seguito impiegare, sia per l’impatto ambientale dei materiali di scarto, che diminuendo in volume, sarebbe certamente più contenuto.

In sintesi, le conclusioni della ricerca confermano il grande valore della dieta mediterranea: un modello per tutto il mondo. Non è un caso che essa sia riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto. Ricordiamo che il regime alimentare mediterraneo è entrato a buon diritto nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità, nel 2010.


Fonte: Salute Domani

Scritto da Redazione ProDiGus

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