La storia del coniglio pasquale

Da dove origina il nesso tra questo animale, le uova di Pasqua e la festività in generale?

La storia del coniglio pasquale

Vi siete mai chiesti come (e dove) nasce la storia del coniglio pasquale? Perché è un coniglio a portare le uova, in diverse raffigurazioni che accompagnano da sempre il tempo di Pasqua?

Un’antica leggenda anglosassone racconta che, in un giorno di primavera, la dea (pagana) Eostre (adorata dai Sassoni come protettrice della fertilità e della nuova vita) scovò nel bosco un uccellino gravemente ferito. Mossa dalla compassione data dalla consapevolezza che non avrebbe più potuto volare, prese la decisione di salvarlo… tramutandolo in un coniglio. Il fortunato animaletto però non perse del tutto la sua natura, e continuò a deporre le sue uova. La gratitudine alla dea per averlo salvato, lo porto nella primavera seguente a iniziare a decorare amorevolmente il suo uovo per regalarglielo: fu così che l’entusiasta Eostre chiese al coniglio di onorare il mondo intero con le sue uova portate in dono, così che tutto il pianeta potesse provare la sua stessa gioia.

Inoltre, già nel VIII secolo gli anglosassoni raffiguravano comunemente Eostre nella forma di una lepre o di un coniglio. E pare che il termine Easter (Pasqua in inglese) derivi proprio dal nome della dea, restato in auge anche in seguito con l’avvento del cattolicesimo, ove il tempo di primavera andò a coincidere con la resurrezione del figlio di Dio e la rinascita a nuova vita interiore. Quando sui coniglietti di cioccolato leggiamo spesso la dicitura Easter Bunny, dunque, potremmo tradurre la frase sia come “coniglietto pasquale” che come “coniglietto di Eostre”!

Ma esiste anche una leggenda legata alla tradizione tedesca, raccontata nel libro De ovis paschalibus nel 1682 da Georg Franck von Franckenau. Egli racconta, riferendosi ad una tradizione locale, che ai suoi tempi una lepre, simbolo di fertilità come il coniglio, portava uova ai bambini che si fossero mostrati obbedienti e tranquilli nel periodo pasquale. Ancora oggi in alcune aree della Germania, nella domenica di Pasqua un coniglio vivo viene portato ai bambini per trasmettere loro idealmente un messaggio di vita rinnovata e speranza nel futuro.

L’usanza tedesca fu ereditata poi anche in America ai tempi delle grandi emigrazioni dall’Europa al Nuovo Continente. Negli Stati Uniti la tradizione si trasformò nella domenica di Pasqua nel celebre gioco della caccia alle uova, che i genitori raccontavano ai loro bambini essere state nascoste tra i cespugli nei prati proprio dal coniglietto pasquale.

Oggi Gran Bretagna, Germania e USA restano ancora i luoghi dove regalare coniglietti di cioccolato e intonare canzoni e filastrocche legate al coniglio pasquale è un’usanza irrinunciabile, assieme a quello di dipingere le uova proprio come scelse di fare l’uccellino tramutato in lepre nella leggenda più antica.

 

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

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