Il boom del grano duro

Quello italiano vola in valore e diventa protagonista del mercato mondiale

Il boom del grano duro

Grande successo del grano duro italiano: lo testimoniano gli ultimi dati Coldiretti, che registrano un incremento del 20% del valore del frumento nostrano.

Mentre diminuiscono sensibilmente le importazioni dal Canada, aumentano le richieste di pasta ottenuta dalla lavorazione di grano italiano al 100%. Una tendenza consolidatasi in seguito all’introduzione della legge che obbliga i produttori ad indicare l’origine del grano, sulle confezioni della pasta. Il calo delle vendite dei prodotti canadesi è dovuto anche alle preoccupazioni dei consumatori relative all’uso di sostanze come il glifosato, durante la preraccolta del grano in Canada. Una pratica vietata dalla legge italiana.

In Europa il Belpaese è il primo produttore di grano duro destinato alla preparazione della pasta, il secondo a livello mondiale. Nel 2019 si prevede un raccolto di 4 milioni di tonnellate, su una superficie di 1,2 milioni di ettari. Campi presenti soprattutto nelle aree del Sud. E se la produzione di quest’anno sarebbe in calo, di contro aumentano le superfici coltivate secondo le pratiche dell’agricoltura biologica. L’incremento, secondo le stime Crea, è pari al 5%.

Una crescita, quella del biologico, spiegabile anche con la diffusione delle campagne di sensibilizzazione che riguardano l’ambiente e la prevenzione di determinate malattie. Anche se naturalmente acquistare e consumare solo prodotti biologici non tiene automaticamente alla larga le patologie più importanti.

Come è facile immaginare, le stime confermano che gli italiani sono i maggiori consumatori di pasta, nel mondo. Ne mangiamo 23 chili all’anno pro capite. Per quel che riguarda la produzione industriale, guidiamo la classifica, con 3,2 milioni di tonnellate, seguiti dagli Stati Uniti, dalla Turchia e dal Brasile.

In base ad un accordo firmato di recente, le migliori qualità di grano duro individuate dalla Società Italiana Sementi dei Consorzi Agrari d’Italia, saranno coltivate in territorio pugliese. La regione è già responsabile di più di un quarto di tutta la produzione nazionale.

La pasta si conferma dunque una grande protagonista della cucina italiana e soprattutto uno dei prodotti più richiesti sul mercato mondiale; la specifica sulle confezioni relativa all’origine italiana del grano non fa altro che spingere ancora di più le vendite di questo alimento d’eccellenza in cima a tutte le classifiche.


Fonte: Foodweb

Scritto da Redazione ProDiGus

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