Encomio del mangiar viola

Ovvero quando in tavola è il colore a fare la differenza: scopriamo benefici vecchi e nuovi di frutta e verdura di tonalità viola e blu

Encomio del mangiar viola

Come ormai è noto, il colore del cibo è importante perché ci aiuta a identificare categorie di sostanze nutritive essenziali al benessere e alla salute del nostro organismo. Ma perché è importante mettere a tavola il viola e il blu? Perché radicchio, cavolo e asparagi viola, melanzane, barbabietole, carote, pomodori e patate viola, cipolla, mirtilli, more, prugne e uva nera contengono carotenoidi, vitamina C, magnesio, potassio e soprattutto antocianine (antiossidanti che “prestano” a frutti e ortaggi il pigmento rosso-blu-viola).

E’ proprio quest’ultima sostanza a rendere questo gruppo di alimenti così speciali e importanti. Gli antociani appartengono, infatti, alla famiglia dei flavonoidi e hanno una sostanziale funzione antiossidante e un ruolo di primo piano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e infiammatorie. A questa funzione protettiva e anti-age degli antociani, un recente studio condotto in Finlandia dai ricercatori dell’Unità di Scienze Alimentari dell’Università di Turku ha aggiunto anche l'influenza positiva nel prevenire il diabete di tipo 2 (detto anche diabete dell’adulto), quello cioè caratterizzato da elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuto ad una alterazione della quantità e del funzionamento dell’insulina.  

Questo tipo di diabete, cronico e non trasmissibile, è fortemente correlato a sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione e sedentarietà e pertanto è prevenibile anche attraverso interventi sulle abitudini e gli stili di vita e sull’alimentazione. Lo studio, pubblicato il 18 gennaio 2023 sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha confermato i risultati di studi precedenti relativi alla capacità degli antociani di influire sul metabolismo energetico, il microbioma intestinale, i livelli di infiammazione e sul modo con cui alcuni nutrienti sono assorbiti ed, al contempo, ha aperto una prospettiva molto interessante in relazione alla prevenzione di quella che è una patologia cronica responsabile  di oltre il 90% dei casi totali di diabete. Secondo la Federazione Internazionale del Diabete (IDF-International Diabetes Federation) e i dati riportati nel suo Atlante (che raccoglie i dati di 219 fonti da 144 Paesi che coprono più del 93% della popolazione globale), 541 milioni di adulti nel mondo si trovano in condizione di rischio avanzato di sviluppare il diabete di tipo 2.

I dati riportati dal Ministero della Salute indicano che in Italia il 6% della popolazione è affetto da diabete 2, cioè quasi 4 milioni di individui, cui si aggiungono 1,5 milioni di persone che hanno la malattia ancora non diagnosticata. I dati complessivamente sono importanti e destano allarme, ragion per cui, lo studio finlandese contribuisce ad offrire una possibilità nel campo della prevenzione alimentare, attraverso una campagna di sensibilizzazione al consumo di frutta e verdura di colore blu-viola. 

Nel corso dello studio, gli antociani hanno evidenziato la particolare capacità di ridurre il rischio di contrarre il diabete 2 soprattutto se acilati, cioè strutturati in modo da avere un gruppo di atomi chiamato gruppo acilico aggiunto alla molecola di zucchero. La proprietà probiotica degli antociani acilati ha dimostrato una capacità superiore e più sostanziale nella prevenzione rispetto ad altri gruppi di antociani; uno dei ricercatori spiega infatti che l’acilazione, oltre a modificare le proprietà fisiche e chimiche, influenza il modo in cui gli antociani stessi vengono assorbiti e metabolizzati. Ciò significa che migliorandone l’assorbimento e la metabolizzazione aumenta proporzionalmente la loro capacità preventiva.

Sulla base delle evidenze ottenute nello studio, i ricercatori hanno concluso che gli antociani acilati possano contribuire a migliorare la barriera intestinale in modo da consentire sia un migliore assorbimento di alcuni nutrienti sia migliorare la regolazione della glicemia e del colesterolo. A questo punto, ferma restando l’importanza di mangiare blu e viola, per avere un impatto particolarmente benefico sull’attività preventiva dal diabete 2, portiamo in tavola con generosità soprattutto patate viola (comprese le dolci viola), ravanelli, carote e cavolo viola perché tutti particolarmente ricchi di antociani acilati.  

Photo via Pixabay

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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