Crucifere vs Cancro 1 a 0

Una ricerca scientifica guidata da un oncologo italiano conferma le proprietà anticancro di una molecola contenuta in broccoli e simili

Crucifere vs Cancro 1 a 0

E’ ormai arcinoto che la salute si conquisti a tavola, tra piatti colmi di frutta, verdura e preparazioni che possano soddisfare anche il palato. Mai dimenticare che è fondamentale nutrirsi, senza sacrificare il gusto e le preferenze personali.

A proposito di salute, una recente ricerca pubblicata sulla rivista di settore Science ha confermato che i cavoli fanno bene all’organismo. Il consumo costante di una “sostanza” presente in queste verdure ridurrebbe infatti il rischio di sviluppare i tumori più comuni: quello maschile della prostata e quello femminile alla mammella. “Cavoli amari” dunque per chi non ama questi vegetali!

Scherzi a parte, la conferma delle proprietà anticancro dei broccoli è sicuramente una via da percorrere per approfondire le ricerche sul composto naturale I3C (contenuto nei cavoli), in grado di bloccare le neoplasie; al momento però non rappresenta un’indicazione per i consumatori. Sicuramente mangiare broccoli, cavoli, rape e cavoletti di Bruxelles non può che giovare all’organismo, ma per ingerire dosi efficaci del composto che allontanerebbe il cancro, bisognerebbe portare a tavola sette chili di cavoli al giorno. Con tutto il bene che si può volere alle crucifere, ingurgitarne una simile quantità risulterebbe impossibile per chiunque, e l’improbabile operazione avrebbe effetti catastrofici sull’intestino e non solo.
Lo studio è stato portato avanti da un team guidato dall’oncologo Pier Paolo Pandolfi, direttore di un prestigioso istituto di ricerca di Boston, ed ha evidenziato che la molecola I3C, già in commercio in Italia sotto forma di integratore alimentare, è efficace nel neutralizzare l’enzima WWP1, cui si deve lo sviluppo dei tumori più comuni.

L’analisi è dunque avviata, proseguirà facendo anche ricorso alla sperimentazione umana; sembra infatti che non ci siano controindicazioni in questo senso.

Bisognerà più che altro scoprire se proseguire con le molecole I3C già in commercio o crearne di potenziate. In un modo o nell’altro, la cura per il cancro si arricchisce di un altro prezioso tassello.


Fonte: Laboratorio

Scritto da Redazione ProDiGus

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