Coriandolo: o si odia, o si ama

Alcune persone non ne tollerano davvero il sapore: secondo una ricerca, la ragione di questa avversione avrebbe radici genetiche

Coriandolo: o si odia, o si ama

Nell’epooca degli odiatori da tastiera c’è anche chi se la prende con il coriandolo: un’erbetta verde conosciuta anche come prezzemolo cinese o cilantro. Strano a dirsi ma alcune persone hanno sviluppato un’intolleranza, non clinica, a questo vegetale. Una sorta di repulsione che ha addirittura fatto nascere un portale e un gruppo Facebook, punti di riferimento per chiunque detesti il coriandolo.

I Hate Coriander”, il nome del profilo che unisce gli odiatori della spezia, distribuisce persino dei gadget apprezzatissimi dalla curiosa community.

Alla base del disprezzo manifestato attraverso post, messaggi, filmati e persino tatuaggi che stigmatizzano l’erbetta, colpevole soltanto di essere se stessa, ci sarebbero semplicemente le abitudini alimentari. In altre parole, culture presso le quali la spezia non è molto popolare. I latini usavano un’espressione piuttosto semplice per sottolineare che i gusti non si discutono.

Certamente ai loro occhi tutte le esternazioni sul coriandolo che popolano il web apparirebbero quanto meno incomprensibili. Esistono addirittura delle statistiche che riportano le percentuali di disapprovazione circa l’uso della spezia. Numeri che cambiano da paese a paese, naturalmente. Nell’Asia dell’est, a considerare il coriandolo come un elemento indesiderato nel piatto è il 21% della popolazione, in Europa si registra un 17% di intolleranti, mentre in Africa i nemici dell’innocua erbetta rappresentano il 14% della popolazione. Numeri che scendono sensibilmente nell’Asia del sud, in America Latina e nel Medio Oriente, dove le cucine sono abitualmente ben fornite del controverso ingrediente.

Dietro il disprezzo per il coriandolo, come ha rilevato una ricerca americana, ci sarebbero anche ragioni riconducibili alla genetica: qualcuno avrebbe individuato il gene responsabile dell’avversione a questo vegetale. Anche i recettori del gusto hanno un ruolo nell’intensificare o attenuare la sensibilità al sapore dell’erbetta.

In realtà, il coriandolo che appartiene alla famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e del prezzemolo insaporisce pesce, carne e verdure, ma si usa anche nella preparazione dei dolci; i suoi semi sono impiegati come spezia e costituiscono uno degli ingredienti del curry.

In Italia, nello specifico in Basilicata, il seme di coriandolo viene usato per condire la salsiccia. Un prodotto locale molto apprezzato. In fondo, quando un ingrediente non piace, basta non mangiarlo e il problema è risolto.


Fonte: Wired

Scritto da Redazione ProDiGus

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