Coltivazioni…su Marte

Nuove sperimentazioni rendono possibile coltivare cereali e ortaggi anche nello spazio: una nuova opportunità per il futuro?

Coltivazioni…su Marte

L’acqua sulla terra è insufficiente a soddisfare il fabbisogno di una popolazione che ormai tocca quasi i sette miliardi di persone. Perché allora non rifornirsi su Marte? I satelliti radar della Nasa in orbita intorno al pianeta rosso hanno dimostrato che sulla sua superficie c’è acqua e non poca.

Secondo gli scienziati non dovrebbe neanche essere troppo difficile accedere a questa risorsa. Ma, se per il momento utilizzare l’acqua di quel pianeta per le esigenze della terra è poco più che una fantasia, la coltivazione nello spazio, invece, è già una realtà.

La lattuga si è trasformata in un alimento spaziale, appellativo che altrimenti non avrebbe mai avuto, grazie ad un programma della NASA dal nome semplice ma eloquente. Il progettoVeggie” prevedeva la coltivazione del vegetale re delle insalate, da parte degli astronauti, sulla piattaforma spaziale internazionale. Un esperimento più che riuscito: dopo le analisi di rito, la lattuga è stata giudicata commestibile. A consumarla sono stati gli stessi astro-coltivatori.

Qualche anno fa, invece, un gruppo di scienziati olandesi aveva prodotto pomodori, piselli e rucola utilizzando un terreno che replicava le stesse caratteristiche del suolo marziano. La sperimentazione era stata condotta impiegando precisamente materiale prelevato da un vulcano delle Hawaii. Il terreno di Marte, ricco di metalli pesanti, soprattutto ferro, pone tuttavia non pochi problemi a chi ne sta sperimentando le possibilità.

Attualmente l’unico pianeta conosciuto, che abbia un sistema biologico in grado di autorigenerarsi è la terra e riprodurre queste condizioni su Marte è più che complicato. Nasa, Cina, Giappone ed Esa sono comunque impegnati a studiare progetti che contemplino la realizzazione di questa possibilità.

Qualcuno ha ipotizzato che sia possibile “seminarenei grandi tunnel vulcanici scavati dalle antiche lave. Pannelli solari e piccoli reattori nucleari costituirebbero l’indispensabile fonte d’energia per lo sviluppo dei semi.

Secondo il colosso Elon Musk sarà possibile costruire una colonia umana, sul pianeta rosso, nei prossimi trent’anni. La Nasa d’altra parte, ha in programma una missione, come quella che ha portato all’allunaggio, da compiere entro i prossimi vent’anni, mentre anche i cinesi stanno esprimendo ambizioni e competenze nelle missioni spaziali. Con notevole successo.

All’orizzonte si profilano quindi voli in astronave, non più solo letterari e cinematografici, tra un pianeta e l’altro del sistema solare e oltre, mentre viaggi supersonici nell’infinito spazio del web rappresentano già la quotidianità. Due facce della stessa medaglia chiamata terzo millennio.


Fonte: Agi

Scritto da Redazione ProDiGus

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