Cacao e lavoro minorile

In Ghana oltre 376mila minori vengono sfruttati nell’industria del cacao

Cacao e lavoro minorile

Dietro un prodotto alimentare c’è il lavoro di tanti, da chi coltiva le materie prime a chi le seleziona, quindi le sottopone a procedure di lavorazione, le più diverse, e le impacchetta. Purtroppo però non sono soltanto gli adulti ad operare nel settore del Food, ma anche i minori.

Non si tratta neanche di casi isolati: gli esempi di questo genere continuano ad essere tantissimi, soprattutto nei paesi più deboli dal punto di vista socioeconomico. O nei luoghi dove le normative sono carenti o facili da aggirare.

Nel mondo sono 152 milioni i bambini e i ragazzi (tra i 5 e i 17 anni) che lavorano; quasi la metà di loro svolge lavori duri e rischiosi. Il fenomeno purtroppo riguarda anche l’Italia, ma il problema assume proporzioni spaventose in alcuni paesi dell’Africa.

I minori sono anche impiegati nelle piantagioni di tabacco del nord America e in quelle di cacao. In Ghana sono oltre 376 mila i bambini (il 40% del totale, nel settore) sfruttati dall’industria del cacao. Nonostante i divieti imposti dalla legge, la forza lavoro in questo genere di coltivazioni è costituita, in larga parte, da minori costretti ad operare in assenza totale di sicurezza per la loro incolumità, per la salute.

Uno studio dell’Università dell’Arkansans di Fayettville è giunto alla conclusione che per debellare il fenomeno, sottraendo i minori alle coltivazioni di cacao, sarebbe sufficiente aumentare un po’ il prezzo del prodotto. I ricercatori americani hanno stimato che un aumento del 2,81% del prezzo, renderebbe possibile contrastare il fenomeno.

Risultati migliori si otterrebbero se si ricalcolasse il prezzo del cacao pagato ai contadini: con un incremento del 46,96% si potrebbe addirittura porre fine alla piaga dello sfruttamento minorile nelle piantagioni di cacao.

In questo modo, le famiglie contadine sarebbero remunerate a sufficienza e non avrebbero bisogno di ricorrere al lavoro dei minori per mandare avanti le coltivazioni. I bambini e i ragazzi tornerebbero a scuola e, attraverso lo studio e la formazione, avrebbero una chance di cambiare la propria condizione, di rendere migliore la qualità della vita dei loro parenti.

Al supermercato tavolette e cioccolatini contenenti cacao del Ghana, non lavorato dai minori, recherebbero sulle confezioni la dicitura “child-labor free”.

Se ciò si realizzasse, il consumatore sarebbe ben lieto di pagare il prodotto qualche spicciolo in più pur di non contribuire alla diffusione di pratiche illegali, soprattutto allo sfruttamento dei bambini.

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff alla costante ricerca di informazioni utili e notizie attendibili nel mondo del food&beverage

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli