Best Food Nations

Eater, famoso network americano sul mondo del food, ha stilato una classifica internazionale con le 19 città dove si mangerebbe meglio

Best Food Nations

Corea del Sud, Marocco, Malesia, Kosovo e Irlanda sono, secondo il network americano Eater, concentrato sul mondo del food, tra i paesi del mondo dove varrà la pena andare a mangiare, nel corso di questo 2020.

Una classifica che comprende 19 città, delle quali 5 in Europa… e nessuna in Italia. Dopotutto, essere sempre al centro dell’attenzione non è possibile; dopo anni di lodi ed esaltazioni del cibo made in Italy, il desiderio di esplorare altri lidi ha evidentemente avuto la meglio insieme all’influenza delle mode alimentari.

Che la cucina mediterranea sia una delle migliori al mondo è ormai un dato acquisito, a tutte le latitudini; gli editori di Eater, con questa classifica, hanno probabilmente voluto dare visibilità a luoghi e tradizioni che finora non avevano avuto molta pubblicità, penalizzati forse dal clamore che ha sempre accompagnato la gastronomia europea.

Delle 19 località individuate dal network americano, prendiamo in considerazione quelle apparse più “esotiche”, per la loro effettiva distanza dalla cultura gastronomica italiana e per la loro scarsa notorietà.

A Gyeongju, in Corea del Sud, mangiare in un locale chiamato il “Museo delle mura” significa poter assaporare la cucina tradizionale sudcoreana, in una cornice piuttosto scenografica, anch’essa testimonianza della storia. Avvicinandosi al Mediterraneo, in Israele, ad Akko, città portuale che dal 2001 è patrimonio UNESCO, il cibo sembra essere onnipresente. Caffè con cardamomo e hummus sono solo alcune delle specialità che si possono gustare nel paese mediorientale.

Se invece si ha voglia di street food, per Eater, il luogo che offre infinite declinazioni di questa modalità di consumo è Lagos, in Nigeria; mentre per una cucina frutto di un incrocio tra i profumi ottomani, quelli dell’ex Jugoslavia e dei paesi mediterranei vicini, bisognerebbe andare a Pristina, in Kosovo. Anche in Colombia, a Cartagena, i sapori sono il portato dell’incontro tra la cultura indigena e quelle africana, araba e spagnola che qui hanno lasciato un’eredità importante.

La tradizione irlandese sarebbe invece apprezzabile, sempre secondo Eater, presso i ristoranti stellati di Cork dove è possibile degustare autentici formaggi locali, fatti come la tradizione comanda.

Tornando nel grande continente africano, Marrakech offre la possibilità di assaporare cibi particolarmente speziati, che recano tuttavia segni del passaggio di altre culture e di una modernità sempre in evoluzione, tipica del Marocco. Infine si vola in Malesia: i redattori di Eater suggeriscono di provare la colazione con nasi lemak, riso cotto nel latte di cocco; il pranzo con thali (un piatto unico tipico dell’India, che stupisce per la sua varietà) su foglia di banana e la cena con un piatto di noodles fritti.


Fonte: Dissapore

Scritto da Redazione ProDiGus

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