Arancino o arancina?

Se lo chiedono non sono gli italiani…ma anche gli inglesi!

Arancino o arancina?

Femmine contro maschi…ovvero “arancina” contro “arancino”!

La storica rivalità tra Catania e Palermo si esprime in cucina, attraverso un piatto icona della Sicilia. Famoso in patria, come all’estero, questo prodotto di rosticceria fatto con il riso, farcito e fritto, si presenta alla vista con forma tondeggiante, a punta e a dir poco accattivante, se si considera anche il suo profumo.

La questione relativa alla sua corretta denominazione ha investito, tempo fa, persino l’illustre Accademia della Crusca e, superando il Canale della Manica, è giunta anche alle orecchie dei britannici. Fan di questa specialità siciliana, gli inglesi ne hanno “adottato” la querelle linguistica, attraverso il sito curato dalla BBC che si occupa di viaggi.

La battaglia di genere dietro lo spuntino più iconico della Sicilia” è il titolo dell’articolo apparso pochi giorni fa sulla nota testata.

“Apprezzato per la sua consistenza unica - croccante fuori e morbido e gustoso all’interno - questo piatto siciliano è da lungo tempo una sorprendente fonte di conflitto nella sua terra d’origine”.

Si tratta di un prodotto popolare, motivo per cui non è semplice trovare dei riferimenti precisi sui suoi trascorsi storici. Alcuni collocano la sua nascita in epoca tardo medievale, attribuendola agli arabi. La panatura sarebbe invece dovuta all’inventiva della corte di Federico II di Svevia, che aveva necessità di trasportare il cibo, una volta cotto, durante viaggi e battute di caccia.

Una delle caratteristiche più apprezzate dell’arancino o arancina, è proprio la sua adattabilità a circostanze diverse. Si può consumare a tavola come in strada. Spesso infatti la preparazione viene servita, nei bar e nelle rosticcerie, in un tovagliolo, e la si può trovare anche sulle bancarelle. L’ideale street food da distribuire in occasione di feste e sagre.

Ma se questa delizia unisce i palati di tutte le latitudini, altrettanto non fa con la lingua. La questione di genere è più viva che mai. Chi è nato nella Sicilia orientale usa il maschile arancino, a differenza di coloro i quali risiedono sul versante occidentale, che preferiscono il femminile arancina. Una differenza che si riflette anche sulla forma: a Palermo è sferica, a Catania è invece piramidale, in omaggio all’Etna.

E se l’Accademia della Crusca ha chiarito che sono corrette entrambe le declinazioni, altrettanto certo è che l’arancino rappresenti un gesto d’accoglienza di una “bontà” unica.

Scritto da Redazione ProDiGus

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