La vite e il cavolo

Un componimento di Giovanni Pascoli che si snoda tra due colture differenti

La vite e il cavolo

Dal glauco e pingue cavolo si toglie
e fugge all’olmo la pampinea vite,
ed a sè, tra le branche inaridite,
4tira il puniceo strascico di foglie.

Pace, o pampinea vite! Aureo s’accoglie
il sol nel lungo tuo grappolo mite;
aurea la gioia, e dentro le brunite
8coppe ogni cura in razzi d’oro scioglie.

Ma, nobil vite, alcuna gloria è spesso
pur di quel gramo, se per lui l’oscuro
paiol borbotta con suo lieve scrollo;

e il core allegra al pio villan, che d’esso
trova odorato il tiepido abituro,
mentre a’ fumanti buoi libera il collo.

Giovanni Pascoli
Tratto da “Myricae”, Giovanni Pascoli, Ed. Raffaello Giusti 1905.

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi


Altri articoli