Un vino per l’estate

Parafrasando il titolo di una famosa gara canora degli anni ‘70 del secolo scorso (Un disco per l’estate), cercherò in questo articolo di dare qualche indicazione sul vino per l’estate, in modo da poter godere appieno della squisitezza di questa bevanda, nettare degli dei per gli antichi popoli, anche con le calde temperature.

Sappiamo bene che in estate si volatilizza sia la voglia di cucinare, sia l’attrazione per preparazioni culinarie calde e complesse. E’ questa la stagione in cui la fanno da re e regine i piatti cosiddetti unici, facili e veloci da preparare, con ricorso a ingredienti freschi e di stagione (basti pensare alle insalate miste vegetali, alle insalate di pasta o di riso e a cose simili).

La caratteristica di queste pietanze estive è quella di non contenere molto spesso carni e salumi, salvo qualche fetta di prosciutto crudo e qualche dadino di prosciutto cotto, così come di non contemplare formaggi se non quelli molto freschi, ricchi di acqua e poveri di grassi (ricottine, ciliegine di mozzarella, primo sale, giuncata, ecc.), ricorrendo invece ad altri ingredienti molto profumati e facili da digerire.

Ampio ricorso quindi a mozzarella, pomodoro fresco (si pensi ad una pasta alla crudaiola, ricca di pomodoro, agli, basilico e olio di oliva), sottaceti, rucola, ravanelli, e tante altre verdure. In molte di queste preparazioni è presente il pesce estivo (alici e pesce azzurro in genere, pesce spada, tonno e similari) oltre a molluschi (seppie, polpo e company), crostacei (granchi, mazzancolle, astici, aragoste, ecc.) e molluschi bivalvi (cozze, ostriche e altri tipi), sempre conditi insieme al resto con il pregiato olio extravergine italiano.

Abbiamo con poche parole descritto preparazioni semplici e poco impegnative, le quali insieme al caldo ci portano a scegliere vini bianchi, di poco corpo (leggeri), poco alcolici, giovani e quindi freschi per la loro acidità, volendo anche vivaci per  sfruttare appieno la freschezza delle bollicine. L’importante è scegliere vini molto profumati, in modo da sottolineare ancora di più la freschezza dei piatti estivi, facili da bere e poco impegnativi anche a livello economico. Questi vini vanno serviti freddi (8 -10-12°C), anche meno se vivaci).

In estate vince sempre l’informalità, ma se proprio vogliamo il bicchiere giusto per dare un tocco scic alla tavola e per degustare al meglio il vino scelto, ricordiamoci di distinguere tra vino con bollicine e vino fermo. Se ricorriamo a uno spumante (o un semplice vino vivace) secco useremo un flûte (che in francese significa flauto) perché ha una forma stretta e allungata (che ricorda appunto lo strumento). La forma di questo bicchiere mette in evidenza la qualità delle bollicine, le quali scorreranno verso l’alto, mostrando la loro finezza o grossolanità, oltre alla persistenza o evanescenza.

L’imboccatura stretta, inoltre, consente di avvertire bene i profumi molto delicati dello spumante. Infine, questo bicchiere costringe lo spumante ad andare verso i lati della lingua, cioè verso quelle zone linguali che fanno avvertire l’acidità (ovvero la freschezza) di tali vini, dovuta sia alle componenti acide del vino che alle stesse bollicine di anidride carbonica (la quale in chimica è considerata composto acido). L’acidità origina la freschezza in bocca perché costringe la bocca a salivare (come quando in estate beviamo un bicchiere d’acqua con un po’ di limone.

Il bicchiere giusto per i vini bianchi fermi e profumati ha una forma leggermente panciuta, con lieve restringimento verso l’imboccatura. Nel punto più largo questo bicchiere misura 9-10 cm e l’imboccatura che si restringe serve, come al solito, a convogliare i profumi verso il naso, mentre l’imboccatura non proprio stretta consente di fare un bel sorso riempiendo di liquido la bocca, tanto da far percepire sulla lingua e sul palato tutti i sapori e i retrogusti di questi vini estivi.

Abbiamo parlato della tipologia di vino per l’estate ma a quali ci riferiamo, senza voler citare etichette specifiche? Diciamo allora che, tenuto conto che i vini delle diverse regioni si trovano praticamente in tutto il Paese, faremo riferimento in particolare a tipologie di vino tipo Gavi e Roero Arneis (Piemonte), Lugana (Veneto), Oltrepò Pavese e Riesling spumante (Lombardia), Alto Adige Pinot Bianco, Vermentino Colli di Luni (Liguria), Malvasia istriana (Friuli), Albana di Romagna, Verdicchio (Marche), Trebbiano d’Abruzzo, Frascati  ed Est Est Est (Lazio), Falanghina (Campania), Verdeca (Puglia), Inzolia (Sicilia), Vermentino della Sardegna, e tanti altri ancora.

Allora buona estate a tutti con il vino giusto per l’estate: a ciascuno il suo!

 

Note bibliografiche

Tecnica dell’abbinamento cibo vino, Ed. AIS

La degustazione del vino, Ed. AIS

Vini d’Italia, Ed. AIS

Vini bianchi Italiani, Gribaudo

Il mio vino, Ed. Il mio Castello

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes)" . Iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto. Iscritto nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

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