Shopping “alla francese”

Quali sono i maggiori player attuali dell’economia mondiale? Stati Uniti, Giappone, Germania… e non ultima, la vicina Francia. Anche questa nazione figura infatti tra quelle i cui investimenti si riflettono con un certo peso sulla nostra situazione interna, in un processo che, seppur silenziosamente, sta portando i veri e propri gioielli imprenditoriali del made in Italy a diventare oggetto preferito del business shopping francese.

Un fenomeno che non accenna ad arrestarsi da oltre vent’anni: basti pensare che dal 1996, gli acquisti francesi in italia ammontano a 100 miliardi di euro. E solo considerando l’ultimo decennio (ovvero il periodo interessato dalla crisi economica), si contano ben 214 acquisizioni di aziende.

Moda, telecomunicazioni ed energia i settori più gettonati, ma non manca naturalmente un occhio rivolto verso il nostro comparto agroalimentare. E’ il caso di Eridania, lo storico zuccherificio fondato a Genova nel 1899, passato di mano nel 2016 al gruppo francese Cristal Union, dopo la vendita della quota dei soci Maccaferri. Una scelta di certo non facile e dettata dalle necessità: la più recente normativa europea ha infatti liberalizzato il mercato dello zucchero, rendendo la situazione più complessa per i paesi meno competitivi in termini di volumi prodotti.

Anche la catena di supermercati italiana GS è stata assorbita da Carrefour, dopo la rilevazione da parte di questa delle quote di Benetton e Del Vecchio, ma la struttura del management resta italiana. E come dimenticare quando, nel 2011, la Lactalis rilevò il gruppo Parmalat, salvandolo dalla bancarotta: oggi il marchio Parmalat da sé vale da solo un terzo di tutta la Lactalis.

Ma l’interesse non è solo nei grandi marchi commerciali, ma anche nelle produzioni più pregiate: nel 2016 ad esempio, la Epi ha acquistato la Tenuta Greppo di Biondi Santi produttrice del Brunello di Montalcino, mentre nel 2018 le celebri saline pugliesi di Margherita di Savoia, tra le più grandi e importanti d’Europa – con una produzione di 800.000 tonnellate annue di sale, sono diventate di proprietà della multinazionale francese Salins.
 

Fonte: today.it

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