Olio d’oliva contro l’obesità

L’obesità in Italia riguarda un adulto su due, ma anche molti bambini: il 9,3% della popolazione infantile è in stato di obesità, mentre tantissimi sono gli adolescenti in sovrappeso.

Una ricerca dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - un’eccellenza in campo medico - ha condotto uno studio dai risultati sorprendenti: alcune patologie pediatriche, legate all’obesità sarebbero curabili con l’olio d’oliva.

Nello specifico, con una sostanza chimica che vi è contenuta: l’idrossitirosolo. Appartiene alla famiglia dei fenoli: composti in grado di bloccare i processi di ossidazione delle cellule.

Le statistiche hanno indotto i medici e i ricercatori ad occuparsi della questione. L’obesità pediatrica è un problema tutto occidentale; sono in crescita le anomalie e le vere e proprie patologie, che un tempo riguardavano solo gli adulti, legate all’eccessiva e scorretta assunzione di cibo.

Tra i più piccoli (il 15% dei bimbi italiani, con punte dell’80% tra gli obesi) sono in aumento i casi di steatosi epatica non dovuta all’alcol, cioè i casi di fegato grasso. Una definizione che indica l’accumulo di trigliceridi tra le cellule del tessuto epatico.

Inizialmente non ci si accorge di nulla, perché questo genere di malattia non presenta sintomi, almeno finchè le anomalie che interessano il fegato non coinvolgono altri organi. Le conseguenze possono essere serie: un fegato grasso può essere il preludio ad un diabete tipo II, all’ipertensione arteriosa e può addirittura mettere a rischio il cuore.

I medici e i ricercatori del Bambino Gesù di Roma hanno portato a casa un importante risultato, pubblicato anche sulla rivista specializzata Antioxidant and Redox Signaling. Lo studio ha riguardato 80 bambini suddivisi in due gruppi, ad uno dei quali è stato somministrato dell’idrossitirosolo con l’aggiunta di vitamina E. L’altro gruppo ha ricevuto invece un semplice placebo. La salute dei bimbi curati con il fenolo è migliorata, sotto diversi profili. A fare la differenza dunque, un integratore alimentare completamente naturale.

Attenzione però: l’obesità non si cura “bevendo olio d’oliva”: l’idrossitirosolo deve essere assunto isolatamente dalle altre sostante presenti nell’olio e secondo le prescrizioni e i suggerimenti dei medici.

La regola aurea, anche in questo caso, è affidarsi ai professionisti, sperando che questa scoperta sia subito integrata nei protocolli di tutte le ASL italiane.


Fonte: Il fatto alimentare

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