Le vin… en rose

L’America ha scoperto il vino rosato: l’incontro folgorante risale a qualche anno fa, così come prima era avvenuto anche per il prosecco, e intanto le vendite continuano a crescere. Per la gioia della Francia e anche dell’Italia. Nel 2018 le importazioni di vino, dal nostro paese, hanno fatto registrare un +17%.

Un ottimo punto di partenza per arricchire ulteriormente un mercato già piuttosto favorevole. A quale regione italiana fare appello per incrementare la produzione di vino da esportare oltreoceano, se non alla Puglia?

Esiste già un’associazione che raccoglie intorno allo stesso obiettivo quaranta aziende vinicole della regione. Si chiama Puglia in Rosé e lo scorso giugno è stata protagonista, a New York, del Summer Fancy Food Show, una vetrina importantissima per il settore del Food & Beverage. Un evento che raccoglie 23mila possibili investitori provenienti da ogni angolo del mondo.

La Puglia e l’Italia, come la Francia, sono dunque nel cuore degli americani e degli amanti del buon vino, che si sono ritrovati alla Soho Gallery per questa iniziativa, in grado sicuramente di lanciare i prodotti made in Italy ben oltre i confini degli Stati Uniti d’America.

La passione per i rosati, in particolare quelli che rappresentano i valori di una terra dalla storia antica, come la Puglia, fa il paio con un’altra mania, esplosa di recente sul web: quella per il vino rosa e per tutte le sfumature della sperimentazione.

Il suo nome originale è Làgrimas de Unicornio, nella cultura anglosassone diventa Unicorn Tears. Lo si può bere anche nella sua versione glitterata, che lo fa somigliare ad un lip gloss. Invece è proprio un vino, assicurano i produttori: cinque ragazzi under 30 che qualche tempo fa avevano investito soldi e creatività nel Blue Wine, il primo al mondo di quel colore. Secondo una leggenda, le lacrime di unicorno avrebbero la capacità di trasformare giorni ordinari in meravigliosi.

Le “favole”, si sa, fanno sempre presa, anche sugli adulti; non stupisce quindi il grande successo di questo vino rosa, scintillante come il tocco di una bacchetta magica. Su Instagram le bottiglie dai costi né modesti, né eccessivi, impazzano.

Sull’etichetta, lo si può immaginare, spicca un tenero unicorno, responsabile della felicità di chi beve il vino spagnolo, dalle note fruttate. E se non si sa esattamente cosa contenga questa bevanda e quanto sia imparentata con il vino autentico, una cosa è certa: è davvero molto dolce. Se siete amanti del secco, lasciate perdere.


Fonte: Winenews

Scritto da Redazione ProDiGus

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