Crudi, sushi e pokè

La sushi mania non si ferma, anzi vive una nuova fase, segnata da una passione ancora più dilagante per i cibi che arrivano dal Giappone e, in generale, per tutte le preparazioni a base di ingredienti crudi. L’ideale, del resto, in una stagione come l’estate, poco adatta ai piatti caldi.

Eppure, in cima alla classifica delle specialità più richieste, anche in Italia, non c’è il sushi ma il poke o poké (letteralmente “tagliato a pezzi”). Si tratta sempre di pesce crudo, preparato non secondo antiche ricette orientali, ma alla maniera degli hawaiani. Una creazione tutta statunitense, quindi, diffusasi anche negli altri stati dell’America del Nord, negli Anni Settanta.

In realtà la modalità di preparazione del poké è davvero elementare, è un piatto che anche una persona senza particolare dimestichezza con i fornelli, in questo caso peraltro fuori gioco, può riuscire a realizzare.

Basta procurarsi del pesce, assicurandosi che sia freschissimo e, dopo averlo ridotto in cubetti, lasciarlo marinare in un mix di spezie tipiche dell’arcipelago adagiato nel Pacifico, da sempre meta da sogno del turismo.

Per quel che riguarda il pesce, si può scegliere tra salmone, tonno o branzino. Il tonno è quello che gli hawaiani fedeli alle ricette originali, preferiscono usare. Il liquido di macerazione, invece, deve contenere salsa di soia, olio di sesamo, sale marino ed erba cipollina.

Questa è la versione tradizionale del poke; se invece si dà un’occhiata ai ricettari hawaiani, ci si perde nella varietà di piatti che portano il nome di poké. Il desiderio di provarli tutti può significare dover cercare le spezie giuste, presso le piccole botteghe - in Italia non mancano - specializzate in alimenti esotici. Una delle tante varianti del piatto prevede l’utilizzo di noci tostate, alghe, avocado e peperoncino.

Esistono dei locali in Italia e all’estero che offrono ai clienti, interessati ad assaggiare più versioni del poké, la possibilità di comporre il piatto, seguendo i propri gusti. Il pesce è rigorosamente tagliato a cubetti, anche in questo caso, i condimenti sono invece a parte, sistemati a buffet, in modo da poter essere aggiunti al pesce, secondo ispirazione e desideri. In altre parole, poké su misura, ma sempre a volontà, perché gli italiani sono tutti pazzi per questa preparazione hawaiana.


Fonte: ANSA

Scritto da Redazione ProDiGus

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