Arriva il laser – antifrode

Il suo nome è Safefood: si tratta di un nuovo dispositivo laser portatile, presentato da Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), allo scopo di effettuare screening rapidi sui cibi per sondarne la qualità. Nei laboratori di Frascati dell’agenzia, si sta lavorando nello specifico ad un doppio prototipo, con l’idea di destinarne l’uso sia agli organi di controllo per le attività d’ispezione, sia agli addetti al controllo e assicurazione della qualità dei prodotti nelle industrie alimentari.

La strumentazione ideata si basa sulla tecnologia denominata “spettroscopia laser fotoacustica”, dunque utilizza in modo combinato la luce ed il suono per rilevare eventuali sostanze nocive (naturalmente non dichiarate in etichetta): sarà maneggevole, delle dimensioni di una valigetta e di facile utilizzo. Un vero “mini laboratorio portatile” all’interno del quale basterà inserire un piccolo campione di cibo ed ottenere in tempi rapidissimi uno screening dettagliato e preciso di eventuali contaminanti. Proprio tali caratteristiche lo rendono perfetto per effettuare controlli veloci e mirati nelle piattaforme logistiche come nei supermercati, nelle mense come nei ristoranti.

Andrea Puiu, del laboratorio Diagnostiche e metrologia dell’Enea, spiega: “Tecnicamente si ‘spara’ sul campione un fascio laser. Il campione a sua volta si riscalda, si espande e genera un’onda di pressione, una sorta di ‘eco’ che viene ascoltata come suono attraverso un microfono. In questo modo riusciamo ad analizzare qualsiasi sostanza, senza che le sue molecole vengano alterate, e ottenere immediatamente i risultati per capire se siamo di fronte a una frode alimentare”.

Fino a questo momento, il laser-antifrode è stato testato su alimenti quali pesce (per la stima dei livelli di istamina nelle sue versioni in conserva), succhi di frutta (per identificare la presenza di specifici dolcificanti), latte in polvere (per la contaminazione da melammina), nonché vino e olio d’oliva, re indiscussi delle nostre produzioni nazionali. Nel vino sarà possibile rilevare la presenza di metanolo, solfiti e glicole etilenico aggiunti, quest’ultimo usato persino all’interno dei liquidi antigelo per automobili; nel caso dell’olio, invece, si riusciranno ad individuare i tagli con altri oli vegetali a basso costo.


Fonte: Ilfattoalimentare.it

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