Le virtù dell’aceto

l pollo alla cacciatora, le sarde in saor, le zucchine alla scapece…che cucina italiana sarebbe senza l’aceto di vino? Un prodotto aromatico fondamentale per conferire quel piacevole tono “agro” a preparazioni crude e cotte, ottenuto mediante la fermentazione acetica del vino. Il sapore aspro dell’aceto di vino è dato dalla presenza di acido acetico, prodotto dai batteri – acetici e non solo - che compongono il Microderma aceti, più comunemente noto come “madre” dell’aceto; il suo aroma invece è strettamente dipendente dalla tipologia di vino utilizzato, nonché dalle condizioni di fermentazione e di conservazione del prodotto stesso.

Già nell’antichità l’aceto di vino rivestiva un ruolo importante nella vita quotidiana: i Babilonesi lo usavano come condimento e conservante, i Greci lo usavano sia a tavola che come medicamento (si dice fosse un prodotto prediletto soprattutto dagli Ateniesi). Nel Medioevo la produzione di aceto inizia a diventare ed esser considerata una vera arte, e spopola l’agresto, preparato a partire da uva ancora acerba dal sapore fortemente acidulo, che entrava a “spezzare” la pastosità conferita al palato dai piatti ricchi di grassi del tempo.

Ma non solo: anche le sue proprietà disinfettanti e terapeutiche ne hanno segnato indiscutibilmente il successo. A Roma era diffusissima tra il popolo ed i legionari una bevanda dal nome di posca, ritenuta dissetante e dalle proprietà disinfettanti, proprio perché consistente in semplice acqua alla quale veniva unito un po’ d’aceto; si narra che questa preparazione fu la stessa offerta a Gesù in croce per ristorarlo. E ancora, durante la peste nera esplosa nel Trecento, l’aceto era un vero e proprio strumento di lavoro dei medici, che vi si bagnavano ripetutamente le mani per disinfettarle mentre visitavano i malati. Persino i muri delle case venivano lavati accuratamente con aceto una volta che il pericolo della peste era in rallentamento.

Da queste premesse vien fuori l’idea di un articolo che possa guidarvi ad un uso utile e alternativo dell’aceto, che si rivela prezioso anche al di fuori del contesto della tavola. Scopriamo in che modo dando un’occhiata ai principali rimedi a base d’aceto per il benessere!

Rimedi per il benessere con l’aceto

  • Alleviare eritemi solari e punture d’insetto

Le reazioni cutanee che si manifestano sulla pelle dopo una lunga o troppo intensa esposizione al sole, possono essere di tipologia più o meno grave, passando da un semplice (quanto fastidioso) arrossamento della superficie cutanea alla comparsa di bolle e vescicole sintomi di vere ustioni. Solo ed esclusivamente nel primo caso, ovvero in presenza di eritemi solari lievi, l’aceto si mostra come un valido rimedio: è importante che sia bianco e di buona qualità, puro o diluito in acqua fredda. Si consiglia di applicarlo sulla pelle applicando delle garze o dei tamponi in cotone ben imbevuti: l’aceto aiuterà ad alleviare le sensazioni di bruciore e prurito. Se invece sarete stati punti da vespe, api, ma anche meduse passate solo velocemente un tampone imbevuto l’aceto sulla lesione, per una sensazione rapida di sollievo.

  • Controllare la glicemia

Diversi studi scientifici condotti negli ultimi decenni hanno confermato il ruolo attivo dell’aceto nel controllo del livello di zuccheri nel sangue e della relativa risposta glicemica. Già negli anni Ottanta era nota la capacità dell’aceto di limitare la risposta glicemica dopo l’assunzione di saccarosio, e alcune ricerche sostengono che sia sufficiente assumerne anche una piccolissima quantità ad ogni pasto per un più efficiente controllo della glicemia nei soggetti diabetici, ma anche in coloro che introducono una grande quantità di carboidrati con la propria dieta.

  • Aiutare la digestione

La tradizione di aggiungere aceto a pietanze un po’ pesanti e difficoltose da digerire è un’usanza tanto antica da far perdere le proprie origini nella notte dei tempi, che fa parte di diverse culture culinarie in tutto il mondo. Dietro al semplice gesto di versare l’aceto sul pollo alla cacciatora o sulle zucchine alla scapece cui facevamo riferimento all’inizio dell’articolo, si nasconderebbe però una particolare e precisa teoria: l’acido acetico avrebbe il potere di attirare gli acidi gastrici, facendo sì che le sostanze nutritive vengano degradate più facilmente.

  • Favorire il dimagrimento

Assumere aceto diluito in acqua (è possibile anche aggiungervi anche qualche goccia di olio essenziale, ad esempio di agrumi o di spezie) può rivelarsi utile per prevenire l’accumulo di grasso corporeo. Secondo un famoso studio giapponese condotto sul tema, l’acido acetico riuscirebbe a combattere il grasso attivando i geni che coinvolgono le proteine nella ripartizione dei lipidi. Questa buona abitudine potrebbe giovare in tutta probabilità non solo in caso di strettissimi regimi di dieta: alcuni test hanno rivelato che, a parità di dieta, gli individui che utilizzano abitualmente aceto accumulano fino al 10% in meno di grasso corporeo di chi non ne assume affatto.

E ancora…

Mal di gola: effettuare dei gargarismi almeno una volta al giorno con un cucchiaio di aceto di vino bianco diluito in un bicchiere d’acqua aiuterà ad alleviare i dolori del mal di gola.

Storte: curate il trauma con degli impacchi caldi di aceto e acqua per trarre sollievo.

Capelli: l’aceto ha un’azione lucidante e rinforzante dei capelli, conosciuta sin dall’antichità. Ottimo per tamponare i capelli inumiditi (diluito con un po’ d’acqua ed anche in questo caso da profumare eventualmente con oli essenziali di erbe aromatiche) ed essere lasciato in posa per una mezz’ora avvolgendo la chioma in un’asciugamani, per poi procedere al risciacquo.

Acne: grazie al suo potere disinfettante, antisettico e detergente, sarà ottimo per curare questo disturbo applicando sul viso delle garze imbevute in una soluzione ottenuta con un cucchiaio d’aceto diluito in mezzo bicchiere d’acqua,  lasciando agire per 10 minuti prima di risciacquare.

Note bibliografiche

L.Fortuna, L’aceto – un prezioso alleato naturale, Ed. Xenia Tascabili 2011

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi