Diete monoalimento

Nella nostra società prendono piede ogni giorno nuove mode alimentari, ma quante di queste sono salutari e quante invece rappresentano un rischio per la nostra salute?

Negli ultimi anni, specialmente nel periodo pre-estivo, si diffondono a macchia d'olio le diete monoalimento: siamo certi che ne avrete già sentito parlare, dal momento che promettono una perdita rapida di peso, a garanzia di una perfetta forma fisica da sfoggiare alla prova costume. Ne esistono moltissime: dalla dieta della frutta (dall'ananas al pompelmo, dall’uva alla banana) a quella del minestrone, dello yogurt, del broccolo, fino a quelle del pane, della pasta, del  panino e molte altre.

Queste ultime in particolare, implicano un apporto calorico maggiore rispetto alle precedenti. Ma quelle più in voga sono naturalmente quelle a base di frutta, verdura o latticini magri, che si differenziano per l'assenza o l'accostamento di altri alimenti a quello cardine; è possibile distinguere, infatti, diete monoalimento radicali o più permissive.

Le diete monoalimento radicali prevedono che si mangi a volontà un unico alimento, escludendo tutti gli altri, mentre quelle meno ferree permettono l'introduzione nella dieta di altri  alimenti (intesi come “light” dal senso comune), come riso, cereali integrali e yogurt magro, che apportano ulteriori elementi nutritivi al nostro organismo.

Queste diete, specialmente quelle radicali, si basano essenzialmente sul principio per cui, dopo l'abbondante ingestione per un paio di giorni di un solo alimento, colui che decida di mettersi a dieta inizierà a ridurre di molto il consumo di quello stesso alimento, riducendo di conseguenza drasticamente anche l'apporto calorico quotidiano.

Come è intuibile, queste diete non possono rappresentare un buon sistema per perdere peso, senza incidere sulla salute dell'individuo; trattandosi di regimi alimentari completamente squilibrati verso un unico tipo di nutriente, spesso proveniente da alimenti che apportano scarsi livelli di macronutrienti energetici (lipidi, protidi, glucidi), sono assolutamente sconsigliabili.

Peraltro, la tipologia di alimento scelto impedisce, di solito, anche il naturale assorbimento di molti sali minerali e vitamine (es. alimenti ricchi di fibre), determinando un depauperamento del corpo, che si realizza per importante sottrazione di elementi indispensabili (sia micro che macro).

Per spiegarci meglio, prendiamo in esempio alcune due diete monoalimento tra le più celebri.

La dieta dello yogurt

Lo yogurt è un prodotto fermentato del latte che contiene proteine (caseina, lattoglobulina, lattoalbumina), lattosio (uno zucchero), vitamine B1, B2 e B12, sali minerali (calcio, fosforo, potassio, azoto magnesio, zinco, rame e ferro) e una percentuale variabile di lipidi (quello magro ha generalmente lo 0,1% di grassi), che determina anche la possibile presenza di vitamina A; possiede inoltre virtù digestive, in quanto stimola lo sviluppo della flora intestinale fermentativa a discapito di quella putrefattiva (aiutando l’attività intestinale stessa).

Consumando yogurt magro, buona parte di questi elementi nutrizionali, soprattutto quelli liposolubili, vanno persi durante i processi di scrematura del grasso. Una dieta esclusivamente a base di yogurt garantisce (ovviamente) un'abbondante perdita peso, almeno nei primi giorni, dovuta ad un importante deficit calorico; ciò causa però, contemporaneamente, uno squilibrio del nostro metabolismo, in quanto, come detto, non contiene glucidi complessi, fibra, molte delle vitamine fondamentali (come C, E, K), molte proteine essenziali e alcuni sali minerali. Lo yogurt, specialmente a basso contenuto lipidico, è carente, inoltre, di vitamina A.

La dieta della frutta

La frutta è un alimento ricco di zuccheri semplici (fruttosio, glucosio, saccarosio), fibra, sali minerali (specialmente potassio), vitamine (specialmente A e C), acidi organici (citrico, tartarico, malico: aumentano la riserva alcalina del sangue); quella secca oleosa (noci, arachidi, uva, albicocca, avocado), contiene anche una percentuale di grassi (sia omega-6 che omega-3).

Una dieta unicamente a base di frutta, o, ancora peggio, di un solo tipo di frutta, può causare squilibri più gravi di quelli sopra citati. La frutta è, infatti, carente di alcune vitamine, sali minerali, carboidrati complessi energetici (amido), acidi grassi essenziali e, soprattutto, sono completamente assenti le proteine, necessarie per qualsiasi reazione che avvenga nel nostro corpo.

Tale dieta può determinare anche un eccessiva assunzione di fibra che requisisce, come detto negli articoli precedenti da noi pubblicati, molti sali minerali, oltre ad irritare l'intestino.

Queste diete sono, quindi, molto dannose per l'organismo, perché lo espongono a carenze nutritive serie, evidenziabili sia a breve, che a lungo termine (in cui possono insorgere danni irreparabili).

Le carenze di nutrienti causano diversi disturbi: innalzamento o abbassamento della glicemia, stanchezza, dolori muscolari, pressione sanguigna bassa ecc. Quindi, è evidente che una dieta monoalimentare radicale sia assolutamente da evitare.

Per quanto riguarda una dieta monoalimento meno ferrea, i problemi di salute che possono insorgere, sono leggermente meno evidenti e seri, in quanto l'alimento principale, come anticipato, è    accompagnato in ogni pasto da piccole quantità di altre tipologie alimentari. Se queste ultime  comprendono tutte le principali categorie di alimenti (carne, pesce, frutta, cereali, latticini/yogurt, grassi insaturi, verdura), è possibile raggiungere una dieta “quasi equilibrata”.

È consigliabile, comunque, usare tale metodo solo come sistema di purificazione (specialmente dopo periodi di eccessi dovuti ad esempio alle feste comandate), e protrarle solo per brevi periodi (non più di due-tre giorni).

Un altro grave problema, legato a tali diete, è l'alterata percezione dell'introito calorico giornaliero: il “senzo di sazietà”, garantito dall'elavato volume del bolo alimentare, determinato, a sua volta, dall'assunzione di alimenti ipocalorici (contenenti grandi percentuali d'acqua), diviene il parametro di valutazione dell'individuo anche una volta terminata la dieta. Ciò garantisce una veloce ripresa dei chili precedentemente persi.

Per concludere, il nostro consiglio per perdere peso prima dell’estate rimane quello di  rispettare una dieta equilibrata, che comprenda tutti i cibi ma nelle giuste dosi; prediligete alimenti sani e dedicatevi al movimento, abitudini essenziali, a nostro avviso, per mantenere il giusto peso corporeo e uno stato di buona salute per l’intero arco della vita!

Scritto da Unas Chicas

Claudia Alvisini, Ludovica Di Francesco, Giuseppina Laurenziello e Chiara Venuti:

Quattro ragazze provenienti da quattro realtà italiane differenti, che si sono incontrate presso la stessa università, il Campus biomedico di Roma, ed hanno fatto si che nescesse una collaborazione giovane e ambiziose, sempre desiderose di mettersi in gioco e di far chiarezza nel vasto mondo della nutrizione umana.

Claudia, che è la più giovane, viene da Rieti e dimostra un grande voglia di crescere professionalmente per affacciarsi al meglio al mondo del lavoro. Ludovica, nata a Roma, è una professionista dello sport, amante dei bambini e di tutto ciò che riguarda la loro salute. Giuseppina, che proviene da Potenza, è la più grande del gruppo, molto determinata ed interessata ad intolleranze e allergie alimentari. Chiara proviene da Messina ed ha raggiunto il campus per indagare al meglio su cosa si cela dietro il vasto mondo delle preparazioni alimentari.

0 Commenti