Challah

Come introduzione di questo articolo, per i lettori che non lo sapessero, lo shabat per gli ebrei è il vero e proprio giorno di riposo settimanale, o meglio in generale il giorno di assenza del lavoro, ed è dedicato principalmente alla preghiera (e alla famiglia).

Inizia ogni settimana al tramonto del venerdì sera e termina il sabato al calar della notte, precisamente “quando compaiono almeno tre stelle nel cielo”. Per i credenti, lo shabat si celebra in ricordo della creazione del mondo, infatti è scritto che Dio ha creato il mondo in 6 giorni ed il settimo si è riposato. Ci sono delle regole da seguire: delle azioni concesse e delle azioni vietate, elencate all’interno della Torah.

Durante questa giornata di riposo, non possono mancare gli alimenti tradizionali e, parlando di cibo, abbiamo rivolto delle domande in merito a Micol, laureata in Scienze dell’Alimentazione e membro della comunità ebraica di Roma.

Qual è un piatto tipico che viene consumato durante il vostro giorno di riposo?

Certamente la Challah! E’ un pane a forma di treccia che si usa consumare di Shabat e durante le Feste, esclusa la Pasqua Ebraica, durante la quale non si mangia pane lievitato come la Challah.

Sulla tavola devono generalmente essere presenti due pani: questi ricordano la doppia porzione di manna che veniva elargita al popolo Ebraico nel deserto per onorare lo Shabat.  Subito dopo il tramonto del sole, all’inizio dello Shabat, viene recitata una preghiera che prende il nome di “Kiddush” in cui si rende grazie per la creazione del mondo e per essersi riposati durante il settimo giorno. Durante il kiddush in particolare si benedicono il vino e, appunto, la challah!

Tradizionalmente, durante il Kiddush il pane rimane coperto fino al termine della benedizione: il  capofamiglia subito dopo si occupa di spezzare la Challah e distribuirla ai commensali.

Quali sono gli ingredienti?

È molto semplice, servono solamente: acqua, farina, lievito, olio, uova e sale. L’impasto deve lievitare per almeno due ore e successivamente può essere intrecciato, per poi essere infornato.

Quando viene preparata la Challah e da chi?

La Challah viene preparata generalmente il venerdì mattina, per avere il tempo di lievitare e di essere infornata rigorosamente prima dell’ingresso dello Shabat (di shabat le azioni come cucinare, quindi anche accendere i fornelli, rientrano tra le azioni vietate!). Tuttavia quando, come in inverno, il sole tramonta presto, bisogna ingegnarsi! Si può preparare anche il giovedì sera.

Sono le donne della famiglia che preparano la Challah, nonne, mamme e figlie, spesso tutte insieme. È un momento di grande divertimento, convivialità e condivisione.

Quindi è una ricetta che si tramanda di generazione in generazione?

Assolutamente si. Mia madre si occupava della preparazione quando ero piccola, adesso, dopo avermi spiegato per bene i passaggi della ricetta, me ne occupo assieme a lei. È una tradizione che si tramanda di madre in figlia.. E così via di generazione in generazione.

Ci sono delle varianti?

Certo! Alcune ricette prevedono che nell’impasto venga inserito lo zucchero, e quando si prepara per il nostro Capodanno nell’impasto si usa anche il miele. Alcuni non mettono le uova, altri la preferiscono senza, ognuno segue la ricetta che ha ricevuto dalla mamma, dalla nonna, o dalla suocera! A me personalmente piace la versione un po’ più dolce, con uovo e più zucchero rispetto al sale.


Ecco la ricetta della Challah consigliataci da Micol

Sciogliete 50gr di lievito in 4 bicchieri di acqua, aggiungendo anche 1 cucchiaio di zucchero.

Poi aggiungete 2 uova, un bicchiere di olio di semi, un cucchiaio di sale e 8 cucchiai di zucchero, mescolando il tutto. Proseguite poi aggiungendo circa 2kg di farina, e lavorando l’impasto finché non sarà ben incordato e non più appiccicoso. Lasciate lievitare l’impasto coperto per circa 2 ore. Poi utilizzatelo per formare due cordoni da intrecciare insieme per conferire al prodotto la forma tipica della Challah. Lasciate lievitare il pane per ancora una mezz’ora in teglia, poi spennellatelo in superficie con del tuorlo d’uovo e, se gradito, con semi di sesamo e/o di papavero.

Infornate a forno già caldo a 180° per 25-30 minuti circa.

Nata e cresciuta a Roma, dopo il liceo decide di coltivare la passione per gli alimenti e la nutrizione intraprendendo gli studi universitari in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana, laureandosi al corso magistrale nel 2018, presso il Campus Biomedico di Roma.
In questo momento sta svolgendo un Master universitario di II livello come approfondimento dei suoi studi. Per lei il cibo, la cucina e l'alimentazione sono, oltre che una professione, una vera e propria passione: un autentico amore. Mangiare infatti non è solo sopravvivenza, ma condivisione e cultura. Ama molto viaggiare e vivere le tradizioni del luogo fino in fondo, cominciando dalla cucina!

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi